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E' morta Marilyn Burns. Un'intervista per ricordare la protagonista di "Non aprite quella porta"

Marilyn BurnsUna terribile notizia ha colpito oggi il mondo dello spettacolo e il mondo del cinema horror, in particolare.
All’età di 64 anni ci ha lasciati Marilyn Burns, iconica Sally Hardesty, protagonista del capolavoro “Non aprite quella porta”.

L’attrice è stata ritrovata senza vita nella sua abitazione di Houston, in Texas, e negli ultimi anni aveva anche ricominciato a recitare in diversi horror low budget, dopo essere stata chiamata per interpretare una parte nel sequel del 2013 al film di Tobe Hooper “Non aprite quella porta 3D”.

Dopo l’incredibile successo del film del 1974, Marilyn Burns divenne un punto di riferimento per l’horror americano, continuando a cimentarsi in questo genere con il successivo film di Hooper, “Quel motel vicino alla palude”, nel film tv “Helter Skelter” sulla vicenda di Charles Manson, nel thriller “Kiss Daddy Goodbye” e nell’action fantascientifico “Future-Kill”.
Dopo una lunga pausa dai riflettori, la Burns è ricomparsa, appunto, in “Non aprite quella porta 3D”, dopo di che ha recitato in “Butcher Boys”, “Sacrament” e “In a Mad’s Man World” (quest’ultimo ancora in pase di post-produzione).

Per ricordare Marilyn Burns, che oltre una brava attrice era anche una persona gentilissima e disponibile, pubblichiamo un’intervista che Roberto Giacomelli ha avuto modo di fare nel 2012 alla protagonista di “Non aprite quella porta”, in occasione della sua partecipazione al sequel in 3D.
L’intervista è stata precedentemente pubblicata sul numero 4 della rivista on-line Horror DreaMagazine.

Marilyn Burns



















Roberto Giacomelli. Ciao Marilyn, vorrei chiederti qualcosa riguardo l'inizio della tua carriera. Dopo un piccolo ruolo nel film di Robert Altman Anche gli uccelli uccidono, sei stata scelta come protagonista per Non aprire quella porta. Come hai fatto ad aggiudicarti il ruolo di Sally Hardesty?

Marilyn Burns. Ho avuto anche una piccola parte in Il temerario e mi sono occupata di casting per alcune produzioni della zona. Sidney Lumet mi ha chiamata per Lovin’ Molly ma l'agenzia di New York che si occupava del casting gli ha detto se voleva Anthony Perkins, Beau Bridges e Blythe Danner avrebbe dovuto accettare un intero pacchetto di attori così sono stata sostituita da Susan Sarandon. Lumet però mi ha fatto restare per il film come controfigura per la Sarandon e la Danner, visto che ero alta come loro. Ho incontrato Tobe (Hooper, n.d.r.) e Kim (Henkel, n.d.r.) sul set di Lovin' Molly, che erano venuti a visitare durante l'ora di cena. Il produttore si avvicinò a loro e gli disse che non potevano mangiare con il cast, non erano i benvenuti. È stato un incontro breve! Sono stata anche nella Texas Film Commission e conoscevo tutti i film che erano in procinto di essere girati in Texas, così mi sono fatta avanti e sono stata provinata per Non aprite quella porta.

Quando stavate girando Non aprite quella porta, immaginavi che il film sarebbe diventato un grande successo e molti anni dopo sarebbe stato ricordato come un cult?

Ma stai scherzando? Per me l’importante era uscire al cinema e pregavo affinché le mie scene non finissero nel cestino della sala montaggio! Non credevo che sarebbe diventato uno dei film indipendenti più importanti di sempre!

È noto che sul set di Non aprite quella porta ci sono state situazioni difficili legate al caldo estivo e al cattivo odore emanato dalle carcasse degli animali utilizzate sul set. Mi puoi raccontare qualche aneddoto meno conosciuto su questo argomento?

Potrei scrivere un libro su questo, e non è detto che io non lo faccia davvero! Comunque puoi provare a mettere le mani sul libro Confessions of a Scream Queen di Matt Beckoff. Gli ho rilasciato un'intervista che lui ha registrato e trascritto parola per parola. Essa contiene molto più di quanto avrei immaginato, quella volta ho raccontato su questo argomento tantissime storie folli e divertenti, tutto quello che mi veniva in mente.

Dopo Non aprite quella porta ti aggiudichi il ruolo di Linda Kasabian nel film TV Helter Skelter. Com'è stato per te interpretare una persona reale che è stata su tutte le pagine dei quotidiani per terribili fatti di cronaca?

Helter Skelter era basato su una storia vera! È stata una vera sfida. Linda era qualcosa di diverso dagli altri appartenenti alla Famiglia Manson. Lei era lì entrambe le notti degli omicidi e allo stesso tempo lei era l'unica possibilità per i procuratori di condannare la banda di assassini. Mi piacerebbe dilungarmi su questo argomento, ma rischierei davvero di uscire fuori dai ranghi dell’intervista. Comunque si è trattato di un’esperienza diversa, unica.

Nel 1977 sei tornata a lavorare con Tobe Hooper per Quel motel vicino alla palude, un film che personalmente trovo bellissimo. Qui il tuo personaggio è molto diverso da quello di Sally, stavolta sei una madre che deve sopravvivere e salvare la sua bambina. Com'è stato per te interpretare questo personaggio e che cosa ne pensi di Quel motel vicino alla palude?

Ti posso dire che da attrice girare Quel motel vicino alla palude è stata una bella esperienza e poi trovai lo script fantastico! Mi fa piacere che il film ti sia piaciuto. È uscito con 6 titoli diversi, ma oggi nelle Horror Conventions è ricordato come Eaten Alive. L’unica cosa che non mi piaceva era il fatto che qualcuno avesse messo una gabbia con delle scimmie ragno vicino al mio camerino.

Ci sono altri film nella tua carriera e tanto teatro, ma ora vieni lodata soprattutto per il contributo dato al cinema horror e in particolare per Non aprite quella porta, al punto che sei stata chiamata da Kim Henkel per un cameo in Non aprite quella porta IV e di recente per un ruolo nel prossimo The Texas Chainsaw Massacre 3D. Se potessi tornare indietro, cambieresti qualcosa nelle scelte fatte?

Sono entusiasta e anche un po’stupita che tutti ancora ricordano Non aprite quella porta. Per me è davvero un onore! E parliamo di una cosa successa 38 anni fa! A volte non mi sembra possibile. Ogni volta che mi incontro con Gunnar (Hansen, n.d.r.), Ed (Neal, n.d.r.), Teri (McMinn, n.d.r.) e Allen (Danziger, n.d.r.), ci guardiamo soddisfatti e diciamo: “Chi l’avrebbe mai pensato!” Oh sì, e anche John Dugan! Proprio questa estate è successo per l’ennesima volta, sono stata a pranzo con John e Gunnar, un pranzo che è durato ben sei ore e che si è svolto a Los Angeles, mentre stavamo filmando The Texas Chainsaw Massacre 3D. Mi chiedi se farei scelte diverse? Assolutamente no, devo molto a quel film.

Autore: Roberto Giacomelli - Data: 06/08/2014 -
Contatto: redazione@horrormovie.it

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