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Intervista ad Edoardo Favaron

Da qualche giorno è disponibile “Il cinema di Uwe Boll – Lo chiamavano il regista peggiore del mondo” per la casa editrice Eus Edizioni, un libro scritto da Edoardo Favaron.
Il saggio si popone di effettuare un’analisi capillare e approfondita dell’intera filmografia del regista, finalizzata a metterne in luce le peculiarità stilistiche e tematiche ed è corredato da un’intervista esclusiva con il cineasta.

Abbiamo avuto il piacere di incontrare l'autore.

Redazione: Ci puoi raccontare come è nata l’idea di realizzare un libro su Uwe Boll?
Edoardo Favaron: L’idea è da ricondurre al mio amore per il cinema di serie b, che coltivo con passione fin da quando ero giovane. Nonostante la mia formazione universitaria mi abbia portato a conoscere e ad amare i grandi classici, la mia attività cinefila si è sempre focalizzata principalmente sul cinema di genere, italiano e americano. Proprio durante lo studio del cosidetto cinema bis, mi sono imbattuto in Uwe Boll, una delle figure più controverse e curiose del cinema di serie b statunitense e ho iniziato a visionare e ricercare tutti i suoi film. Mi ha sempre colpito il modo unico e a suo modo geniale con cui Boll ha da sempre “giocato” con i generi, facendoli suoi e infarcendoli con alcuni stilemi che, con gli anni, sono diventati un marchio stilistico. Ho sempre cercato di non farmi condizionare dagli aspri giudizi critici che hanno colpito le sue opere e ho privilegiato il gusto sfacciato e compiaciuto di questo regista per l’intrattenimento puro, la ricerca delle spettacolarità e lo spirito fortemente autarchico che, in fin dei conti, sono ciò che contraddistingue il vero cinema di serie b da quello mainstream.

R: Da pochi giorni è uscita la seconda edizione del tuo libro con Eus Edizioni. In cosa si differenzia rispetto alla prima edizione uscita due anni fa?
E.F.: Questa seconda edizione differisce dalla prima sotto diversi aspetti. Innanzitutto, a livello di contenuto, è ampliata e aggiornata, con nuovi capitoli aggiuntivi dedicati alle pellicole uscite negli ultimi due anni, tra cui per esempio "Assalto a Wall Street" e "Rampage 2", in assoluto tra i migliori film di Boll. Inoltre questa nuova edizione si presenta in una veste grafica completamente rinnovata e davvero di alta qualità. La nuova copertina è letteralmente esplosiva e, all’interno del libro, i lettori potranno trovare un ricco comparto fotografico a colori. Tutte novità che arricchiscono ulteriormente il mio libro, rendendolo ancora più completo e ricco di spunti.

R: Il film di Uwe Boll che più ti ha entusiasmato qual è?
E.F.: Non è facile scegliere un solo film all’interno di una filmografia piuttosto eterogenea che, ad oggi, conta ben 32 opere, ma indubbiamente quello che più mi ha entusiasmato è "Rampage". A mio avviso è il miglior film di Boll, sia a livello narrativo che di messa in scena, oltre ad essere l’esemplare perfetto del filone incentrato sulla vendetta e sull’anticapitalismo, veri e propri pilastri del cinema del regista tedesco. "Rampage" è un film unico, dotato di una cattiveria e di una potenza distruttiva inedite nel cinema occidentale. Un’opera catartica e molto personale, ma allo stesso tempo capace di intrattenere in modo esemplare grazie alla perfezione del ritmo e alle interpretazioni in stato di grazia. Inoltre è facilmente reperibile anche in italiano. Se c’è un film che consiglierei a chiunque voglia avvicinarsi a Uwe Boll questo è "Rampage".

R: Invece, il suo film, secondo te, meno riuscito?
E.F.: Probabilmente "BloodRayne: The Third Reich", un sequel davvero poco riuscito e carente a livello scenografico e recitativo, un film che punta a sfruttare in modo impietoso l’universo videoludico di riferimento senza riuscire a convincere né come horror né come action. I due precedenti episodi della serie dedicata alla dhampir omonima erano divertenti e ben fatti, ma con "Third Reich" Boll si è dimostrato sprovvisto della minima ispirazione. Un altro film che ho trovato molto deludente è "In the Name of the King 2". Nonostante la presenza di un’icona da me molto amata come Dolph Lundgren, la pellicola è un pasticcio raffazzonato e inconcludente. In ogni caso, anche nei suoi film peggiori, il regista tedesco mantiene sempre vivo quello spirito artigianale e onesto tipico della serie b.

R:Cosa pensi del rapporto conflittuale che Boll ha nei confronti dei mass media?
E.F.: Si può dire che sia stato allo stesso tempo una condanna e una benedizione. Se da una parte la critica ha da sempre massacrato senza pietà i film di Boll decretandone spesso dei flop al box office, dall’altro questo accanimento è stato d’aiuto per forgiarne la fama di regista peggiore del mondo, incuriosendo il pubblico amante del trash e della serie b. Boll ha saputo sfruttare in modo molto intelligente la cosa, creando dei casi mediatici che hanno fatto il giro del mondo elevandolo dalla massa dei semplici mestieranti hollywoodiani. Basta pensare all’incontro di boxe in cui ha letteralmente preso a pugni alcuni dei suoi detrattori. Una trovata geniale e fino ad oggi unica, degna di Ed Wood e di William Castle, che ha rapidamente trasformato Boll in un’icona sovversiva e di culto. Il regista ha saputo sfruttare a proprio favore la conflittualità e l’avversione della critica accademica e ufficiale con una perspicacia e una lungimiranza davvero ammirevoli e beffarde. Quindi si può affermare senza alcun dubbio che Uwe Boll non sarebbe lo stesso senza i mass media!

R: Anche in Italia Boll sta avendo un ruolo importante per il cinema indipendente…
E.F.:Il rapporto tra Uwe Boll e l’Italia è molto significativo e continuo. Sia come distributore che come produttore, Boll ha lanciato a livello internazionale alcuni talenti del nostro cinema indipendente e di genere. Tra questi è d’obbligo menzionare Luca Boni e Marco Ristori, che grazie a "Eaters" e "Zombie Massacre", distribuiti e apprezzati in tutto il mondo, sono oggi annoverabili tra gli autori di punta dell’horror europeo. Anche il giovane regista Edo Tagliavini ha visto distribuire sul mercato anglosassone il suo "Bloodline" proprio grazie a Uwe Boll. Il famigerato regista tedesco ha sempre detto di ispirarsi al grande cinema di genere italiano degli anni Settanta e Ottanta e il fatto che stia investendo molto sui nostri talenti, dimostra da una parte la sua lungimiranza produttiva e commerciale e purtroppo, dall’altra, la condizione atrofizzata del nostro cinema horror e di genere, costretto a ricorrere ai capitali esteri per potersi finanziare e per poter conquistare, con successo, il mercato homevideo mondiale e l’imminente uscita del sequel di "Zombie Massacre" ne è l’ennesima conferma.

R: Recentemente hai preso parte anche ad altri progetti con Eus Edizioni. Ce ne puoi parlare?
E.F.: Oltre a questa seconda edizione di cui vado davvero molto orgoglioso, ho preso parte ad altre due opere targate Eus Edizioni dedicate al cinema di genere e non solo. Lo scorso anno ho pubblicato, insieme a Federico Mancini, Francesco Massaccesi, Samuele Zaccaro e David Zuzelo, un saggio dedicato alla saga di "Evil Dead" intitolato "My name is Ash". Un libro che analizza a 360 gradi l’universo di Sam Raimi inaugurato da La Casa, partendo dal cinema per arrivare ai videogiochi e ai fumetti, con l’aggiunta di interviste inedite. Inoltre a febbraio è uscito "Amityville. La leggenda", scritto insieme a Daniele Francardi e Samuele Zaccaro. Questo è un saggio atipico e molto suggestivo, che indaga le vicende dedicate alla casa infestata più famosa del mondo attraverso la cronaca, il paranormale e, ovviamente, il cinema. Per chi fosse curioso di approfondire o scoprire qualcosa di nuovo su questi argomenti, entrambi i libri sono facilmente reperibili nei principali mail order e nelle librerie specializzate di tutt’Italia.


La seconda edizione de “Il cinema di Uwe Boll – Lo chiamavano il regista peggiore del mondo” è disponibile a partire da lunedì 11 maggio in tutte le fumetterie, nelle migliori librerie specializzate e nei mail-order.

“Il cinema di Uwe Boll – Lo chiamavano il regista peggiore del mondo”

Label: Eus Edizioni
Collana: Spaghetti Horror
Pagine: 188
Lingua: Italiano
Prezzo: 16,90 euro
Isbn: 978-88-99164-28-7

Autore: La Redazione - Data: 26/05/2015 -
Contatto: redazione@horrormovie.it

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Tags Edoardo favaron, uwe boll, spaghetti horror, eus edizioni