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Fantafestival Daily: Giorno 2 tra teste di cavallo e la strega Barbara Bouchet

Horsehead Seconda giornata del 35° Fantafestival dall’andamento altalenante e caratterizzata da momenti molto emozionanti alternati a punte di trash come non si vedeva da tempo. L’evento che ha catalizzato l’attenzione è stato senza dubbio il premio alla carriera consegnato all’attrice Barbara Bouchet, storico volto del nostro cinema di genere, e la presentazione del film che la vede tra le protagoniste: “Darkside Witches” di Gerard Diefenthal.

Ma prima ancora, nel pomeriggio, a destare molta curiosità è stato il film francese “Horsehead” di Romain Basset. La storia, legata a doppio filo al mondo dei sogni grazie ad una protagonista tormentata da incubi ricorrenti, presenta una veste piuttosto accattivante grazie a musiche inquietanti, una buona dose di sangue e trucchi ben fatti, come si evince dalla bellissima testa di cavallo che affligge la giovane donna. Il problema è tutto il resto e cioè una sceneggiatura troppo confusionaria e ritmi troppo lenti che hanno procurato al pubblico in sala persino qualche sbadiglio. Insomma il risultato è stato un’opera molto pretenziosa e la delusione è stata tanta per chi vi riponeva grosse aspettative.

LandMine Goes Click Come accade nella maggior parte dei festival, però, a stupire tutti in positivo sono i film poco attesi alla viglia. È il caso di “Landmine goes click” del regista georgiano Levan Bakhia. Una pellicola che viene da tanto lontano per regalare una storia di certo non innovativa – si tratta di una survivor story con tanto di vendetta successiva – ma contraddistinta da immagini molto forti quali una lunga scena di stupro e una violenza psicologica valorizzata da un’ottima prova di tutti gli interpreti. E il silenzio in sala che ha accompagnato le fasi più intense del film e il finale sta a testimoniare la carica emozionale e il coinvolgimento da parte del pubblico.

Darkside Witches Momento clou della giornata è stato indubbiamente il film di prima serata, l’italiano “Darkside Witches”, diretto dal regista francese Gerard Diefenthal e interpretato, tra i tanti, da Eleonora Albrecht, Marco Di Stefano, Alessandro Demcenko, Simona Cappia e lo stesso Diefenthal. Ovviamente l’attenzione era canalizzata sulla rediviva Barbara Bouchet, che interpreta il ruolo chiave della malvagia strega Sibilla, protagonista della serata e dell’accorato omaggio video che ha preceduto la proiezione del film. Peccato che una professionista come la Bouchet, nonché il Maestro Claudio Simonetti, che ha composto la colonna sonora, si gettino via in produzioni come “Darkside Witches” perché siamo dinnanzi a un prodotto davvero di infimo livello. La trama è inutile raccontarla perché non ha ne capo ne coda, sappiate che ci sono streghe arse sul rogo ingiustamente nel XVI secolo, reincarnate in uno stuolo di bellezze mozzafiato che compongono il cast e che sono in cerca di vendetta, nonché dell’occasione per portare l’Inferno sulla Terra.
Regia dilettantesca, scrittura inesistente, recitazione approssimativa (e, si, anche la Bouchet in questo film “abbaia”… ma noi eravamo abituati a sentirla doppiata) e un uso così massiccio di pessima computer graphic da chiedersi “perché?”. Pare che sia anche in cantiere un sequel… e il “perché?” è duplice.
Come è facile aspettarsi, i classici “disturbatori” del Fantafestival si sono scatenati e hanno reso la visione del film, almeno, divertente.

A concludere il programma di giornata è stato il film italiano “Fantasticherie di un passeggiatore solitario” di Paolo Gaudio. Un fantasy ben riuscito grazie ad una messa in scena minimale ed essenziale, ma non per questo poco curata e priva di effetti visivi suggestivi.

Autore: Vincenzo de Divitiis e Roberto Giacomelli - Data: 24/06/2015 -
Contatto: redazione@horrormovie.it

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Tags fantafestival 2015, horsehead, barbara bouchet, darkside witches, landmine goes click, fantasticherie di un passeggiatore solitario