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Fantafestival Daily: Giorno 5 con la Regina del Gotico Barbara Steele

Evil SoulsUltima giornata della settimana della 35° edizione del Fantafestival prima della gran serata di chiusura lunedì sera con le premiazioni dei vincitori e l’anteprima nazionale dell’attesissimo, e per alcuni anche temutissimo, remake di “Poltergeist” diretto da Gil Kenan. Tra torture di ogni tipo, atmosfere post atomiche e orsi feroci la programmazione non ha di certo difettato di varietà di offerta, anche se alla resa dei conti la qualità ha latitato e non poco.

Il primo spettacolo è stato “Evil Souls” di Roberto e Maurizio Del Piccolo, presentato in anteprima nella sezione “Prospettiva Italia”. Il film tratta il tema del demoniaco e dei riti occulti da cui scaturisce una lunga serie di violenze e una scia di sangue infinita che coinvolge protagonisti uniti da un passato oscuro. Ciò che funziona maggiormente, infatti, è tutta la parte in cui lo psicopatico maltratta e tortura le sue vittime, mentre il plot appare debole e fiacco in molti punti. Consigliato per chi ama il genere splatter, per tutti gli altri invece è una pellicola evitabilissima.

Barbara SteeleIl pomeriggio è stato segnato dall’evento che tutti gli horror-fan aspettavano, ovvero l’incontro pubblico con la Regina del Gotico, sua Maestà Barbara Steele.
Assente dall’Italia da oltre quarant’anni, la Steele ha intrattenuto il folto pubblico del Cinema Barberini lasciando una serie di gustosi aneddoti sul suo passato nel nostro Paese, delle sue collaborazioni con i più grandi registi di genere in Italia e ricordando, con abbondanza di informazioni, il periodo della “dolce vita” romana insieme all’amico Federico Fellini, per il quale ha recitato in “8 ½”. L’incontro ha avuto un moderatore di eccezione, il regista di “Spettri” e “Maya” Marcello Avallone, con il quale ha avuto modo di collaborare collateralmente in un episodio tanto buffo quanto assurdo (Avallone ha controfigurato la Steele a sua insaputa sul set di un film di Freda).
All’inizio dell’incontro, sono stati proiettati due cortometraggi in cui la Steele ha recentemente partecipato prestando la voce: il cortissimo in stop motion “The Shutterbug Man” e “The Mill at Calder’s End”, un bellissimo gotico realizzato con i burattini che hanno le fattezze di Peter Cushing e la stessa Steele. Il corto è stato presentato dal regista Kevin McTurk, tecnico degli effetti speciali di film come “Iron Man” e “X-Men: L’inizio”.

L’incontro si è concluso con una lunghissima sessione di domande/risposta con il pubblico, tra cui c’era anche Edoardo Margheriti, figlio del grande Antonio, con cui la Steele ha recitato nel suo capolavoro “Danza Macabra”; dopo di che l’attrice si è fermata a firmare autografi ai suoi fan in una ressa che ha praticamente bloccato l’atrio della sala 2 del cinema.
Lo spettacolo serale delle 20,30 ha poi visto protagonista Lorenzo Sportiello con il suo “Index Zero”. Presentato all’ultimo Festival internazionale del film di Roma tra squilli di tromba e con l’etichetta di nuovo film di fantascienza italiano, l’opera del Backcountrygiovane regista è stata un’autentica delusione per via di una storia che stenta a decollare, numerosi momenti morti e un significato politico scontato e per nulla originale. E non bastano suggestive e indovinatissime atmosfere post atomiche a salvare un film decisamente poco riuscito nel suo insieme.

La serata si è conclusa nei boschi del Canada con il survival movie “Backcountry”, un film d’avventura tratto da una storia vera in cui la minaccia è rappresentata da un ferocissimo orso. La storia ci introduce la coppia Alex e Jenn, intenti a fare un’escursione nei boschi canadesi; malgrado il ranger li ammonisca di non inoltrarsi nella zona chiamata “blackfoot”, i due si accampano proprio in quei territori, dove fanno il malaugurato incontro con un orso che li individua come pasto.
Il regista e sceneggiatore Adam MacDonald porta molto per le lunghe la fase introduttiva che descrive l’impatto dei due protagonisti con la natura, mettendo in evidenza la loro relazione di coppia che si trova in un momento cruciale. Poi, quando entra in scena l’orso, il film ha un’impennata che lo rende particolarmente violento, ma, purtroppo, la fase “beast movie” dura poco e il resto dell’opera vira sul survival naturalista. Un film di qualità ma che non sfrutta a dovere le potenzialità orrorifiche.

Autore: Vincenzo de Divitiis e Roberto Giacomelli - Data: 27/06/2015 -
Contatto: redazione@horrormovie.it

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Tags fantafestival 2015, barbara steele, evil souls, index zero, backcountry, recensione