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Bloody Christmas - Guida a tutti i film horror natalizi

“Un Natale allegro! Al diavolo il Natale con tutta l'allegria! O che altro è il Natale se non un giorno di scadenze quando non s'hanno danari; un giorno in cui ci si trova più vecchi di un anno e nemmeno di un'ora più ricchi; un giorno di chiusura di bilancio che ci dà, dopo dodici mesi, la bella soddisfazione di non trovare una sola partita all'attivo? Se potessi fare a modo mio, ogni idiota che se ne va attorno con codesto "allegro Natale" in bocca, avrebbe a esser bollito nella propria pentola e sotterrato con uno stecco di agrifoglio nel cuore. Sì, proprio!”

Con queste parole l’anziano e arcigno Mr. Scrooge liquida la festività natalizia prima di essere visitato dai fantasmi del passato, presente e futuro in “Canto di Natale”, il grande classico della letteratura morale scritto da Charles Dickens nel 1843. L’opera dello scrittore inglese è attenta ad elaborare un percorso di redenzione per il burbero protagonista, tanto da sottolineare proprio attraverso queste scioccanti affermazioni iniziali il predominio dei buoni sentimenti e dello spirito natalizio tout court che trionferanno dopo il viaggio avanti e indietro nel tempo di Mr. Scrooge.
Al di là della presenza di tre fantasmi, il “Canto di Natale” dickensiano ha ben poco a che spartire con la tradizione orrorifica e ciò ci è esplicato dalla lunga tradizione cinematografica che ha attinto all’opera dello scrittore inglese per film sullo spirito natalizio, dei quali l’unico minimamente attinente alle atmosfere macabre tanto care agli horrorofili è la commedia fantastica “S.O.S. Fantasmi” (“Scrooged”, 1984) di Richard Donner con Bill Murray, in cui fanno la loro comparsa qualche innocuo spavento e uno zombie polveroso.
Ma il cinema affronta la tematica natalizia solamente mettendo in scena zuccherose commedie per famiglie e storie sul ritrovamento dello spirito natalizio? Naturalmente la risposta è negativa e il genere horror ha fornito una vastissima varietà di pellicole che mettono alla berlina lo spirito natalizio, scherzano con la figura di Babbo Natale ed elargendo brividi a profusione attraverso sadici serial killer; come a voler incorniciare all’eternità la moralmente scorretta avversione per il Natale di cui Mr. Scrooge si faceva vassallo.
Nella breve, ma esaustiva, guida che segue si tenterà di portare all’attenzione una serie di film horror che hanno come sfondo le festività natalizie, dividendo le pellicole in tre gruppi: i thriller natalizi, i Babbi Natale assassini, i fanta-horror che hanno a che fare con il Natale.

SERIAL K…HRISTMAS.
Quello che può essere considerato un po’ l’antesignano di tanto horror postmoderno è Black Christmas – Un Natale rosso sangue (Black Christmas, 1974), un thriller orrorifico diretto da Bob Clark capace di gettare le regole per il futuro slasher movie e inauguratore della tendenza di ambientare un film horror durante importanti festività nazionali e internazionali. Nel film di Clark vediamo agire un misterioso maniaco fuggito dall’ospedale psichiatrico che nella vigilia di Natale si diverte a terrorizzare e uccidere alcune ragazze che abitano quella che una volta era la sua casa. Agghiaccianti telefonate minatorie e letali soffocamenti con buste di cellophane sono i segni contraddistintivi di questo piccolo classico sicuramente da vedere. Black Christmas – Un Natale rosso sangue (Black Christmas, 2006) è anche il titolo del recente remake che Glen Morgan ha diretto per omaggiare il classico di Clark. Nel film di Morgan vengono prese molte libertà rispetto al capostipite e ,anche se la storia di base è la medesima, si tenta di approfondire la figura del maniaco e dotarlo di un tragico e sanguinoso passato; inoltre Morgan si permette di affondare il piede sullo splatter e sul grottesco, dando vita ad un anomalo slasher che ha però fatto flop al botteghino.
Lo stesso anno in cui esordiva il film di Bob Clark curiosamente usciva nelle sale un lungometraggio che ha molte analogie con “Black Christmas”, si tratta di Silent Night, Bloody Night diretto da Theodore Gershuny, in cui uno psicopatico fuggito dal carcere nella vigilia di Natale trova rifugio in un edifico che in passato fu teatro di un tragico evento e che ora è considerato da tutti un luogo maledetto. Chiunque tenti di avvicinarsi al rifugio del folle finisce morto ammazzato!
Del 1984 è Non aprite prima di Natale (Don’t Open ‘til Christmas), un originale, anche se non del tutto riuscito, thriller diretto dall’attore Edmund Purdom. Un serial killer uccide per le strade di Londra tutti coloro che indossano un vestito da Babbo Natale, proprio durante i giorni che precedono il Natale. Scotland Yard è sulle tracce dell’assassino e solo una donna è in grado di identificarlo: il trauma infantile è dietro l’angolo.
Facendo un balzo in avanti nel tempo possiamo imbatterci in The Season Christmas Massacre (2001) di Jeremy Wallance, uno slasher misto alla commedia adolescenziale in cui il classico nerd, emarginato e zimbello del liceo, decide di prendersi una drastica vendetta proprio durante la notte di Natale e…via con il massacro di coetanei sbruffoni, portato a termine con ogni tipo di arma, dal classico coltello ai picchetti da neve fino alle roboanti motoseghe. Decisamente più serio è il recentissimo P2 (2007), un thriller molto teso diretto da Franck Khalfaun e prodotto e sceneggiato da Alexandre Aja. In questo caso la zelante quanto attraente impiegata d’azienda Angela si trattiene a lavorare fino a tardi la vigilia di Natale, ma quando si accorge di essere rimasta chiusa nel parcheggio dell’edificio è costretta a chiedere aiuto al viscido custode che aveva respinto da un’avance poco prima, unica persona rimasta nell’intero stabile. L’uomo pretende qualche cosa in cambio per il suo aiuto e Angela si troverà a passare il peggior Natale della sua vita.

BABBO BASTARDO.
Babbo Natale, o Santa Claus, come da tradizione nordamericana, è considerato uno dei maggiori simboli del Natale. Il simpatico e corpulento vecchietto dalla lunga barba bianca e dagli inconfondibili abiti bianchi e rossi imposti da un antico spot della Coca Cola è un po’ l’emblema universale della bontà, della gioia natalizia e del consumismo che contraddistingue questo periodo dell’anno. Ma dalla sua centrale operativa al Polo Nord, circondato da giocosi e laboriosi elfi impegnati nella costruzione di giocattoli, il docile portadoni potrebbe in realtà covare rancore e rabbia, tanto da ispirare una folta schiera di pellicole orrorifiche che hanno come protagonisti serial killer mascherati da Santa Claus o il vero e proprio Babbo Natale più cattivo e crudele che mai.
La prima figura di Babbo Natale assassino può essere fatta risalire ad un film inglese del 1972, Racconti dalla tomba (Tales from the Crypt), un lungometraggio composto da cinque episodi e diretto da Freddie Francis su ispirazione dei noti fumetti horror degli anni ’60 “Tales from the Crypt” e “The Vault of Horror”. Il primo episodio, intitolato “All Through the House”, porta in scena proprio uno psicopatico, appena scappato dal manicomio criminale, vestito da Babbo Natale, che cerca di introdursi nell’abitazione di una donna che ha ucciso il marito e che tenta ora di sbarazzarsi del cadavere. Curiosamente esiste un remake di questo episodio, diretto da Robert Zemeckis nel 1989 per la prima stagione della serie tv “Tales from the Crypt”.
Del 1980 è invece To All a Goodnight, diretto dall’attore David Hess (famoso soprattutto per aver interpretato il malvagio Krug Stillo nel classico di Wes Craven “L’ultima casa a sinistra”). “To All a Goodnight” mette in scena una classica vicenda da slasher con un gruppo di ragazze che organizzano un party nella loro università nell’ultimo giorno prima delle vacanze natalizie. Ma nel party si è infiltrato anche un misterioso assassino che, travestito da Babbo Natale, fa a pezzi i giovani protagonisti, probabilmente a causa di un tragico evento accaduto un anno prima in cui perse la vita una studentessa durante un rito di iniziazione. Dello stesso anno è l’originale Christmas Evil (conosciuto anche con il titolo “You Better Watch Out”), diretto da Lewis Jackson. In questo film troviamo un ragazzino ossessionato dallo spirito natalizio che rimane letteralmente sconvolto quando gli viene rivelato che Babbo Natale non esiste. Da grande il ragazzo diventa giocattolaio e decide di diventare lui stesso Babbo Natale durante la notte della vigilia, indossando il tipico costume e distribuendo doni ai bambini buoni; l’unico inconveniente è che il novello Babbo Natale è anche intenzionato a punire con la morte chi non si è comportato bene, soprattutto gli adulti ipocriti che non credono nella magia natalizia.
Nel 1984 nasce il più famoso esponente del filone sui Babbi Natale assassini, ovvero Silent Night, Deadly Night – Natale di sangue, diretto da Charles E.Sellier Jr.. Il film racconta la storia dello sfortunato Billy Chapman che in tenera età vide massacrare i genitori, durante la vigilia di Natale, da un tizio che indossava il costume da Babbo Natale. Dopo aver passato l’adolescenza in un orfanotrofio tra mille soprusi, Billy viene assunto a lavorare in un negozio di giocattoli, ma quando il proprietario dell’attività costringe Billy a vestirsi da Babbo Natale per far promozione durante il periodo natalizio, il ragazzo impazzisce e se ne va in giro per la città, abbigliato da Santa Claus, a trucidare chiunque gli capiti a tiro o, preferibilmente, coloro che lo hanno maltrattato. “Silent Night, Deadly Night” ha avuto un esordio travagliato a causa delle proteste che conseguirono alla sua distribuzione in sala, tanto che il film fu ritirato dai cinema americani e successivamente relegato al mercato dell’home video. Malgrado ciò, “Silent Night, Deadly Night” ha avuto ben quattro sequel di cui solamente Silent Night, Deadly Night Part 2 (Lee Harry, 1987) e Silent Night, Deadly Night Part III: Better Watch Out! (Monte Hellman, 1989) sono collegati con il capostipite e hanno come protagonista il fratello di Billy, che diventa il nuovo Babbo Natale assassino. Silent Night, Deadly Night 4: Initiation (Brian Yuzna, 1990) è invece incentrato su una setta di fanatici religiosi che vogliono riportare in vita la dea egizia Isisde; mentre Silent Night, Deadly Night 5: The Toy Maker (Martin Kitrosser, 1991) ruota attorno alla vicenda di alcuni misteriosi giocattoli assassini.
Ancora un manico vestito da Santa Claus compare nel francese Un minuto a mezzanotte (“3615 code Père Noel”, 1990), di René Manzor, in cui Thomas, un bambino molto sveglio, deve vedersela con un vendicativo Babbo Natale licenziato dal centro commerciale di cui è direttrice proprio la madre del bambino. Tra il ragazzino, appassionato di Rambo e diavolerie informatiche, e il killer natalizio si instaura una vera e propria guerra domestica in stile “Mamma ho perso l’aereo”!
A partire dalla metà degli anni ’90 comincia una vera invasione di pellicole a basso budget che vedono protagonisti psicopatici Santa Claus o psicopatici abbigliati da Santa Claus. Satan Claus (Massimiliano Cerchi, 1996) porta in scena un folle vestito con i classici abiti di Babbo Natale che uccide persone per prelevare parti anatomiche, usate dall’uomo come addobbi per il suo albero di Natale. Santa Claws (John A. Russo, 1996) ha un Babbo Natale impersonato da un malato di mente timidamente innamorato della sua vicina di casa, un’attricetta da exploitation, e uccide chiunque tenti un approccio con la ragazza. Nel 2003 giunge Psycho Santa, di Peter Keir, un’antologia di film che hanno come comune denominatore il solito Babbo bastardo; fino a giungere a Santa s’Slay (2005), di David Steiman, una commedia infarcita di spruzzate horror in cui compare il vero Babbo Natale che, dopo aver scontato una penitenza durata 1000 anni, passati a portar doni ai bambini, torna ad esercitare la sua vera natura, ovvero demone assassino che odia i bambini e trucida chiunque il giorno della nascita di Gesù Cristo.

ORRORE A FANTASYLANDIA.
La tradizione natalizia prevede una grandissima varietà di pellicole destinate ad un pubblico infantile: commedie familiari pregne di buoni sentimenti, cartoon pronti ad esibire una morale, zuccherosi fantasy con Babbi Natale, renne volanti ed efli polari. Ma anche il cinema horror si è avvicinato al fantasy infantile per dar vita ad incubi natalizi che hanno per protagonisti adolescenti alle prese con creature maligne o simboli natalizi del tutto svuotati del buonismo caratteristico di questa festività, anzi caricati di grottesca cattiveria orrorifica.
Il capostipite di questo minifilone di fantasy orrorifici natalizi è probabilmente quel gioiellino di Gremlins, diretto da Joe Dante nel 1984. La storia è risaputa: un ragazzo riceve come regalo di Natale un Mogway, uno strano e dolcissimo esserino peloso che però presenta una strana caratteristica: se l’animale mangia dopo la mezzanotte produce delle uova che contengono una letale progenie di esseri infernali e voracissimi, i Gremlins. Il film di Dante è diventato presto un classico e ha dato origine ad un sequel (Gremlins 2 – La nuova stirpe), diretto dallo stesso regista nel 1990.
Nel 1993 esordisce un film d’animazione destinato a diventare uno dei maggiori cult del terzo millennio, Nightmare Before Christmas . Il film, diretto da Henry Selick e sceneggiato e prodotto da Tim Burton, è realizzato con l’impegnativa tecnica dello stop-motion e racconta la storia di Jack Skeleton, cittadino del regno di Halloween che ruba il Natale, ma si vede poi costretto ad intervenire nella liberazione di Babbo Natale, rapito dal perfido Ba-Bau e dai suoi malvagi aiutanti. Il film di Selick è intriso di cultura gotica e tenta di rielaborare in chiave dark la classica storia del Grinch, imponendosi negli ultimi anni come uno dei punti di riferimento della cultura giovanile dark.
La seconda metà degli anni ’90 è stata caratterizzata da una serie di pellicole statunitensi a basso budget che tentano di lanciare i simboli natalizi nell’universo della commedia horror. Il primo che ha intrapreso questa direzione è stato Michael Cooney che nel 1996 dirige Jack Frost, uno stravagante horror con protagonista un pupazzo di neve assassino. Il killer Jack Frost, inseguito dalla polizia su una strada innevata, si scontra con un camioncino contenete materiale radioattivo; come da più classica tradizione fumettistica, Jack Frost diventa un mutante metà uomo e metà…neve! Il pupazzo di neve killer torna a colpire nel Natale del 2000, sempre diretto da Cooney, in Jack Frost 2: Revenge of the Mutant Killer Snowman, in cui il perfido uomo di neve si sposta addirittura su un’isola tropicale per inseguire la sua nemesi.
Il minifilone fanta-horror-demenziale-natalizio continua con Trees 2: The Root of All Evil (Michael Pleckaitis, 2004), sequel di un una horror-comedy (non natalizia) del 2000 incentrata su un albero preistorico carnivoro e ghiotto di carne umana. In questo sequel gli alberi carnivori vengono venduti come alberi di Natale in una località sciistica del Nord America, con prevedibili conseguenze. In conclusione possiamo citare un ulteriore sequel, l’ultra demenziale Feeders 2: Slay Bells (John e Mark Polonia, 1998), in cui un’orda di famelici alieni invade la Terra alla vigilia di Natale con l’intenzione di cibarsi degli umani; sarà compito di Babbo Natale e i suoi elfi scongiurare la minaccia extraterrestre.
Questa lunga lista di horror natalizi, più o meno seri, ha mostrato che non è detto che in occasione della più importante festività cristiana a divertirsi al cinema debbano essere solo le famiglie, ma c’è spazio anche per ogni buon horror fan. In fin dei conti, chi ha detto che a Natale siamo tutti più buoni?

Un buon Natale a tutti voi da parte della Redazione di HorrorMovie!

Autore: Roberto Giacomelli - Data: 23/12/2007 -
Contatto: roberto.giacomelli@horrormovie.it

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