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"Ti porterò nel sangue": il nuovo romanzo sui sopramorti

Comunicato Stampa.
"Ti porterò nel sangue", nuovo romanzo di Chiara Pelazzolo, in uscita da Piemme il
13 marzo prossimo (pp. 448, euro 17,90), conclude la trilogia horror di Mirta-Luna,
iniziata con “Non mi uccidere” (2005) e proseguita con “Strappami il cuore” (2006).
Una saga di “formazione” in quanto narra di una giovinezza a rischio, raccontando il
passaggio dalla viva “ingenua” Mirta alla sopramorta “adulta” Luna. Non a caso,
Mirta-Luna è diventata un’eroina per le tante teen-ager che l’hanno scoperta.
In “Ti porterò nel sangue”, il romanzo forse più inquietante e visionario della trilogia,
Mirta, diventata la spietata Luna, dovrà affrontare il mondo ambiguo e violento dei
sopramorti e dei benandanti. E ascoltare il suo cuore, lacerato tra la passione per Sara
e il ricordo di Robin, l’antico amore che ancora la cerca. La sua avventura da incubo,
sospesa tra vita e morte, si chiuderà nel sangue, in una durissima resa dei conti finale.
In contemporanea all’uscita del terzo romanzo della saga, Piemme edita a larghissima
tiratura nella collana Serie oro il minipocket di “Non mi uccidere”, al prezzo di 4,90
euro, primo romanzo della saga da cui sta per essere tratto un film.

Mirta-Luna è la protagonista della trilogia di Chiara Palazzolo. Bella e colta, studentessa di lettere a Perugia, Mirta è una ragazza
normalissima che commette un solo errore, innamorarsi di Robin, affascinante e
“maledetto”. Con lui Mirta inizia a drogarsi e stringe la promessa di risvegliarsi insieme dalla
morte, “in caso di incidente”, per amarsi per sempre. Circostanza che si verificherà
puntualmente, lanciando la studentessa umbra, trasformata in “sopramorta”, in una
serie di mirabolanti avventure oltre-la-morte. E scindendone la personalità tra il
ricordo della “viva” Mirta e il presente, spietato e sanguinario, della “morta” Luna.
Un io diviso come il suo cuore, in fuga da Robin eppure ancora attratta da lui, e
insieme in cerca di rifugio tra le braccia della sensuale e pericolosa Sara.

I Sopramorti sono stati introdotti nella letteratura fantastica da Chiara Palazzolo con
la trilogia di Mirta-Luna; si tratta di una inedita
figura di “non morti”, sopravvissuti alla morte dopo una fine violenta in giovane età e
che ritornano a camminare sulla terra. Un incrocio tra zombie, vampiri e immortali
con caratteristiche del tutto peculiari. Sono infatti tutti giovani, dotati di un livello di energia e aggressività molto alto,
tipico dell’età. Si nutrono solo di carne umana, tornando “vivi” per lo spazio di pochi
istanti e assicurandosi così la sopravvivenza. Conservano però ricordi e coscienza
della loro vita precedente, e ciò li rende vulnerabili al rimorso e al senso di colpa.
Dotati di forza straordinaria, possono volare, avvertono poco il dolore, il freddo, il
caldo. Nemmeno il fuoco li tocca. Non possono quindi essere uccisi per la seconda
volta, se non in condizioni estreme. Ma se non mangiano, si trasformano
progressivamente in cadaveri ambulanti, finendo col disfarsi. Si muovono anche di
giorno perché, al contrario dei “non morti” in genere, la luce del sole non li
danneggia. Non tollerano invece la musica, la cui armonia è per loro insopportabile,
con l’eccezione della musica elettronica che adorano (la “musica dei morti” di Max).
Non sanno piangere, con l’eccezione del solo Gottfried, il loro signore.

I Benandanti sono realmente esistiti in Friuli e probabilmente in tutta l’area alpina di
confine tra Cinquecento e Seicento. Su di loro ha indagato lo storico Carlo Ginzburg,
nel suo esaustivo saggio “I benandanti. Stregoneria e culti agrari tra Cinquecento e
Seicento”. I “benandanti” praticavano un culto di fertilità dei campi, difendendo i
raccolti dai “malandanti”, streghe, stregoni, anime cattive dei morti. Ispirandosi alle notizie storiche, Chiara Palazzolo trasforma i benandanti in una setta che ancora oggi dà
la caccia ai sopramorti: un gruppo organizzato gerarchicamente che ha al suo vertice
l’élite dei “battitori”, fisicamente potenti e dotati di capacità telepatiche. Questa
capacità telepatica permette loro di scovare i sopramorti, ma anche di condizionarne
l’azione, i movimenti e in taluni casi anche la mente.

Chiara Palazzolo. È nata in Sicilia e vive a Roma. Ha sempre avuto la passione per
il noir e il fantastico, sia in letteratura sia al cinema, che nei suoi romanzi interpreta
con grande originalità. È sua l’invenzione delle figure dei sopramorti, che vivono in
un mondo parallelo, ma fittamente intrecciato con il nostro. In Ti porterò nel sangue
continuano le avventure di Mirta, la giovane protagonista della trilogia composta da
Non mi uccidere e Strappami il cuore. Da Non mi uccidere sta per essere tratto un
film. Tra i suoi romanzi precedenti ricordiamo La casa della festa (2000) e I bambini
sono tornati (2003), di cui sono stati acquistati di recente i diritti cinematografici.

Autore: La Redazione - Data: 14/03/2007 -
Contatto: redazione@horrormovie.it

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