A.P.
Ciao Lorenzo, quest’anno è uscito il tuo primo
lungometraggio “Il Vangelo Secondo Taddeo”, è
stata la tua prima esperienza da regista?
L.L.
In assoluto dato che prima di tale osceno
filmazzo avevo preso in mano la videocamera
nemmeno per un filmino casalingo, termine
d'altra parte applicabile anche a tale opera
magna...
A.P.
Bene. Vorresti parlarci un po’ di questo
film, ciò che ne è venuto fuori ti ha
soddisfatto?
L.L.:
L'idea da cui tutto ha preso inizio era
decisamente diversa da ciò che poi ne è
effettivamente sortito fuori… ma man mano che
stavo lì a girare, weekend dopo weekend, vedevo
che il girato riusciva a conservare una sua
omogeneità terzomondista che mi divertiva. Il
mio fine dopotutto era quello di creare una
trashata che fosse divertente da gustare tra
amici, cannoni e birra e credo che da questo
punto di vista il film sia quello che doveva
essere.
Ora certamente non girerei in maniera così
istintiva e malaccorta la maggior parte delle
sequenze, magari tirerei fuori il treppiede e
farei il bilanciamento del bianco… per esempio.
Ma in definitiva si, sono soddisfatto di quello
che ho fatto ma sempre col pensiero,
naturalmente, che le cose che seguiranno
dovranno segnare un'evoluzione rispetto a
questo film
A.P. A cosa ti
sei ispirato per “Il Vangelo Secondo Taddeo”?
L.L.
Allora, prima di tutto c'è un'ispirazione all'
"intraprendere" la realizzazione del film, con
questo intendo un paio di figure cardine che mi
hanno definitivamente convinto alla mia
missione di "creatore di film di merda": Andy
Milligan, Jesus Franco e perchè no… Andreas
Schnaas.
Ma nel caso dell'ultimo si è trattato più di un
discorso tipo: << Hey, questo stronzo ha fatto
dei film che altri stronzi come me hanno
comprato! Perché non fare lo stesso, dato che
pure un bambino potrebbe girare meglio di
lui?>>.
Per quanto invece riguarda l'ispirazione di
tematiche, atmosfere ecc… per quanto in questo
film si noti assai poco visto il caos che vi
aleggia…direi che nello specifico hanno giocato
un gran ruolo Enzo G. Castellari e una generale
fascinazione per il cinema lisergico e
strafatto anni sessanta con un pizzico di
Herschell Gordon Lewis.
A.P. Quali sono
i tuoi film horror preferiti?
L.L.
Difficile questa...troppi…troppi, vediamo:
dovrei nominarti l'intera filmografia
orrorifica di Cronenberg con “Videodrome” a
portare lo stendardo, poi ci sono le piccole
ossessioni per piccoli film come: "Rose Rosse
Per Il Demonio" (il titolo originale mi pare
sia “Demons Of The Mind”), il meraviglioso
“Perché Il Dio Fenicio Uccide Ancora” (“Tower
Of Evil”) e una miriade di horror inglesi;
praticamente tutto quello uscito dalla Hammer e
dalla Amicus. Per quanto riguarda lo
splatter…però si torna sempre lì “La Casa” (“Evil
Dead”), non c’è niente da fare, vince sempre
Raimi, più ritmo, più divertimento.
Concludo dicendo che, povero me, non è un film
horror ad essere il mio film preferito, bensì
“Otto E Mezzo” di Fellini, testa a testa col
“Cattivo Tenente” di Ferrara.
A.P. Cosa ne
pensi della situazione che abbiamo in Italia
del genere horror?
L.L. Una
discreta merda! I vecchi registi o sono morti o
hanno perso l'ispirazione, giovani che siano
prodotti seriamente non ce ne sono, rimane così
soltanto la scena amatoriale o indipendente che
a volte sforna roba interessante tipo "Il
vangelo secondo Taddeo"…mi pare si chiami cosi
(ride)… o l'immortale Piero Galli, grande
maestro bresciano, autore di roba come “Gay
Holocaust” e “In Quella Chiesa…Sesso Omega”.
Ma insomma la situazione è fermina e anche
nell’amatoriale non trovo quella voglia di far
spaccare culi e far schizzare budella che
sarebbe lecito trovare, anche le
sceneggiature…troppo, troppo ambiziose e
l'impressione è sempre quella di guardare dei
"vorrei ma posso" movies, manca il gusto per il
sano divertimento, c'è sempre questo desiderio
di essere “autori adulti”, per non parlare poi
dei messaggi stronzate…basta l’esempio
dell’autore di “Bad Brains” suvvia, trovi soldi
e attori e mi fai una roba così? Daaaiii (ma
ora la smetto di fare la vipera, mi lascio
prendere sempre la mano!).
A.P. Ora
invece sei alle prese con il tuo secondo film
“La Resurrezione dei Cuori”, come ti stanno
andando le cose?
L.L. Questo
film già è partito come progetto più ambizioso
e dispendioso sia per quanto riguarda i tempi
che i denari, diciamo che mi sono procurato
qualcosa che si avvicina all'idea di "budget"
ma nonostante ciò i problemi di realizzazione
sono sempre grandi e i tempi si allungano ma
sono fiducioso. Gli attori che ho per le mani,
per quanto annoverino un solo professionista
nelle loro file, sono tutti dotati e
coraggiosi. Devo dire che sono molto contento
del cast femminile, carente, devo dire, nel
precedente... sono belle, brave e spogliate,
non mi lamento.
Le location che finora sono state sfruttate
sono tutte di grande atmosfera, adatte allo
scopo… Gli effetti speciali stavolta non sono a
base di succo di mirtillo e legname… e nel
complesso ne sta venendo fuori un prodotto
assai più professionale, dal punto di vista
tecnico, del precedente… Sicuramente molto più
estremo per tematiche e sequenze: more blood,
more sex, more of everything.
Per la professionalità sono sicuramente da
ringraziare i miei collaboratori Alberto
Balducci, Frank Romè… molto più posati e
psicologicamente posati del sottoscritto…
A.P. Cosa ci
dobbiamo aspettare da questo tuo secondo film?
L.L.
Aspettatevi qualcosa di diverso, ma non
qualcosa con meno palle!!!
Anzi: sarà spassoso, sarà disgustoso, sarà una
serata spesa bene e ne vorrete ancora!
A.P. Quale è il
sogno di Lorenzo Lepori?
L.L. Il
sogno...la speranza…il desiderio… è morire dopo
aver lasciato almeno cinque film sulla
bachechina di qualche collezionista sfigato,
così uno entra nella sua stanza, vede questi
cinque film uno accanto all'altro e dice:
"Lorenzo Lepori…uhm...allora c'è stato pure
lui...", basterebbe no?
Questo vorrebbe dire aver vissuto!
A.P. Quali
saranno i tuoi progetti futuri?
L.L. Quien
sabe?
Mi barcameno fra la mia robaccia e il teatro,
domenica reciterò al teatro Rifredi di Firenze
in "Seduzioni" di Pietro Bartolini, poi chissà…
altri filmacci… altro teatro… hollywood...porno...snuff.
Il futuro è incerto, nebuloso ed esaltante!
A.P. Bene,
innanzitutto ti ringrazio per avermi rilasciato
quest’intervista e ti auguro un “in bocca al
lupo” per il tuo nuovo film. Lascio a te la
libera parola per la conclusione.
L.L.
Eh…concludo ringraziando TE per aver
intervistato me medesimo e per il supporto dato
al “Vangelo Secondo Taddeo”.
Aspettate speranzosi la nuova opera, perchè vi
sorprenderà.
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